L'ultimo libro del Gran Priore
"Templari: il vero segreto"


Notizie e recensioni
Messaggero Veneto 14 dicembre 2009 pagina 10 sezione: NAZIONALE Grandis e il segreto dei Templari Oggi, in anteprima nazionale, sarà presentato a Udine il libro Templari: il vero segreto . L’appuntamento è per le 17, a palazzo Belgrado, sede della Provincia, nel corso di una conferenza dell’autore con proiezione di diapositive. Templari è stato scritto dal giornalista Walter Grandis che propone riflessioni e ipotesi sugli antichi cavalieri e sui loro presunti misteri. Dopo un accurato excursus storico sui mitici Templari, sulle loro origini, sul sistema di vita conventuale e sulle principali battaglie, l’autore propone anche uno scanzonato passaggio sui presunti tesori e sui luoghi dove poterli ritrovare. Grandis non risparmia critiche a talune affermazioni formulate in passato da scrittori come Umberto Eco o Vittorio Messori e rileva, ammettendo un po’ di malizia, le coincidenze che hanno portato alla ribalta Barbara Frale, la studiosa dell’Archivio segreto del Vaticano, recentemente impegnata a illustrare nuove teorie sulla Sindone. Qual è dunque la realtà dei Neo-Templari nella galassia di gruppi presenti in Italia? Ma, soprattutto, qual è il “vero segreto” dei Templari? Sono alcune delle domande che il giornalista triestino propone nel libro a corollario del quale è presentata e commentata una moderna cerimonia di investitura cavalleresca. Il suo è un attacco alla Chiesa? «No – risponde l’autore –, non sono contro nessuno, ma detesto l’ipocrisia in ogni sua forma. La Chiesa? Se non esistesse bisognerebbe costruirla perché troppa parte del mondo ne ha ancora bisogno». Per concessione della famiglia, l’introduzione al libro è rappresentata dal discorso fatto, nel febbraio del 2005 a New York, dallo scrittore e giornalista Franco Cuomo, scomparso nel 2007.
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'Templari: il vero segreto' Presentazione a Udine in anteprima nazionale del nuovo libro del giornalista Walter Grandis che propone riflessioni e ipotesi sugli antichi Cavalieri e sui loro presunti misteri. Dopo un accurato excursus storico sui mitici Cavalieri Templari, sulle loro origini, il sistema di vita conventuale e le principali battaglie, l’autore propone anche uno scanzonato passaggio sui presunti tesori e i luoghi dove poterli ritrovare. Walter Grandis non risparmia critiche a talune affermazioni formulate in passato da scrittori come Umberto Eco o Vittorio Messori e rileva, ammettendo un po’ di sua malizia, le coincidenze che hanno portato alla ribalta Barbara Frale, la studiosa dell’Archivio Segreto del Vaticano, recentemente impegnata a illustrare nuove teorie sulla Sindone. Per l’ostensione del telo a Torino nella prossima primavera ci si deve attendere una dichiarazione di autenticità da parte di Papa Ratzinger? Esiste un imminente progetto del Vaticano per istituire un nuovo Ordine del Tempio? Qual è la realtà dei neo-templari nella galassia di gruppi presenti in Italia? Ma, soprattutto, qual è il “vero segreto” dei Templari? Sono alcune delle domande che il giornalista triestino propone nel libro a corollario del quale viene presentata e commentata una moderna cerimonia di investitura cavalleresca. Chiesto all’autore se il suo è un attacco alla Chiesa risponde: “No, non sono contro nessuno ma detesto l’ipocrisia in ogni sua forma. La Chiesa? Se non esistesse bisognerebbe costruirla perché troppa parte del mondo ne ha ancora bisogno.” Il libro sarà presentato, lunedì 14 dicembre alle ore 17 in anteprima a Udine, nel corso di una conferenza dell’autore nell’elegante cornice di Palazzo Antonini-Belgrado sede dell’Amministrazione Provinciale che ha dato il suo patrocinio all’evento.
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SOCIETA': TORNANO I TEMPLARI, IL LORO GRAN PRIORE WALTER GRANDIS NE SVELA I SEGRETI
Roma, 12 febbraio 2010. - (Adnkronos)
Resiste alle persecuzioni e al tempo il fascino dei monaci guerrieri dai bianchi mantelli e dalla croce vermiglia sulla spalla destra. Sono cinquecento ancor oggi i templari in Italia, che si riconoscono nell'Ordine Sovrano e Militare del Tempio di Gerusalemme. Hanno sede a Trieste e “viaggiano”, comunicano e si “incontrano” on line. A rivelare quale è la loro missione nel Terzo Millennio è il Gran Priore Walter Grandis in un libro dal titolo “Templari: il vero segreto” (WGE edizioni, Trieste, pp. 115) che in poco tempo ha esaurito la prima edizione. ''Attuali nel loro progetto di ricerca e di vita - spiega Grandis, citando il saggio di Franco Cuomo, lo scrittore scomparso nel 2007, pubblicato come introduzione al suo libro - i templari incarnano un modo di essere che si comprende solo da iniziati, una regola di vita che ha nel volto dell'altro la ragione di una storia che dura da millenni. Sulla spada – riferisce - c'è una sola parola e azione quella di proteggere i pellegrini e coloro che cercano. Il messaggio è stare insieme per custodire e costruire''. Così Grandis attraverso le sue pagine conduce per mano il lettore guidandolo tra antichi e nuovi Cavalieri del Tempio, puntando il dito contro ''piccoli gruppi pseudo-templari che nascono come funghi minando la credibilità di ricerche più serie''. ''Purtroppo – dice - non esiste un copyright templare e chiunque la mattina può svegliarsi decidendo di dar vita a un nuovo ordine, magari per lucrarci su con la richiesta di salatissime quote d'ingresso. Questi sono mercanti del tempio, non Cavalieri''. Niente a che vedere con il segreto che scorre, spiega Grandis, sotto l'aquila bianconera che ha due insegne: una per scrutare il futuro, l'altra il passato. Un ''segreto per scoprire il quale occorre avere un cuore puro''. (segue)

Hanno scritto:
Claudio Martinotti Doria
http://templariinmonferrato.blogspot.com/
Laureato in Filosofia all'Università di Torino, con Indirizzo di Studi in Psicologia. Cavaliere della Repubblica. Studioso delle realtà del Monferrato e appassionato scrutatore della storia Templare.

E' sicuramente un testo volutamente divulgativo, quindi semplificato e propedeutico, per introdurre all'argomento chiunque, senza preclusioni o preferenze, forse prioritariamente rivolto ai giovani che sono i più smarriti e disorientati, nichilisti e vulnerabili, nella nostra epoca.
Mi pare abbia voluto dare la priorità agli aspetti culturali, di costume e spirituali, cercando di rivelare particolari propri della vita interna all'Ordine, con curiosità e notizie non facilmente reperibili e poco conosciute, come il fatto che soffrissero di epistassi. Interessanti e ben ponderate le sue riflessioni ed ipotesi interpretative abbastanza attendibili, encomiabile la sua scelta di dedicarsi ad aspetti di solito trascurati dai numerosissimi autori che si sono dedicati all'argomento, senza soffermarsi troppo su aspetti storici e tecnici.
Io da cultore di storia, soprattutto locale e cosiddetta (impropriamente) minore, avrei curato di più i riferimenti storici, ad esempio specificando meglio i personaggi, come Bonifacio I comandante della IV crociata, avrei precisato che era Bonifacio I Marchese di Monferrato, e che quindi apparteneva alla dinastia Aleramica che tanto ruolo giocò in Terra Santa ed aveva stretti legami con l'Ordine Templare ...
Ho trovato efficace e condivido la critica mossa alla Barbara Frale (ricercatrice in carriera), soprattutto con riferimento al suo secondo libro, che molto probabilmente si è prestata a manovre ordite con premeditazione promozionale per l'ostensione della Sindone nel corso di quest'anno a Torino. Oltre all'ipotesi da Lei riportata, che l'immagine raffigurata sia del Maestro Guglielmo di Beaujeu, pari dignità dovrebbe avere l'altra ipotesi che si riferisce invece all'ultimo Maestro Jacques de Molay, in quanto le ferite riportate durante le torture corrispondono ai segni nel lenzuolo.
(omissis)
In conclusione mi pare che il testo da Lei scritto sia motivato dal desiderio di far accostare all'Ordine, ma in particolare all'Istituzione neo-templare da Lei rappresentata (come risulta dalle ultime pagine inserite) qualche persona che coltivi in se il desiderio di ricercare valori spirituali e sia disponibile a condividere con altri il percorso di ricerca.
E' stato corretto, onesto e coraggioso a riportare anche le note finali inerenti le frequenti conflittualità, meschinità e scissioni che hanno caratterizzato la storia dell'istituzione neotemplare in Italia, però ovviamente questa parte pur esposta senza enfasi e con nobile distacco, è di per sé un elemento devastante, di allontanamento di chiunque disponga di spirito critico e di amore per la libertà, in quanto fa intendere quanto sia arduo un percorso aggregativo istituzionale nella nostra epoca, se prima non si è provveduto ad una selezione socio-culturale (iniziazione preventiva), che significa in pratica che i componenti dovrebbero essere cooptati, e quelli che si candidano devono essere tenuti sotto osservazione molto a lungo (vagliandone il background). Impegno non indifferente e di non facile soluzione.
Roberto Cinquegrana

Presidente della “Compagnia dell'Aquila Bianca” associazione di formazione cavalleresca e combattimento medievale. Cultore della storia e dei significati dell’Ordine del Tempio.
da: FACEBOOK (6 gennaio ’10)
Ho divorato di tutto nella mia vita sui Templari e non potevo esimermi da leggere questo ennesimo lavoro soprattutto in rispetto a questo mio grande amico, Gran Maestro dell’Ordine e stimato Neotemplare a livello Internazionale. Cosa altro si può dire sui templari oggi dopo tutti gli studi (o non studi) effettuati in questi ultimi 10 anni che ha visto il proliferarsi di molteplici pubblicazioni sull’argomento?
Un libro molto scorrevole di 116 pagine non doveva essere un grosso impegno per me a leggerlo ed appena arrivatomi, l’ho divorato come dovuto anche grazie alla sua linearità e chiarezza nell’esposizione. Uno schema inconsueto in cui l’autore - dove ha ritenuto opportuno - è intervenuto in prima persona nell’argomento esposto evidenziando un approfondimento personale molto gradito. Un’ottima analisi Storica preliminare ha concesso soprattutto per i neofiti della materia, una panoramica ed una puntuale introduzione al contesto sociale e politico del periodo soprattutto in riferimento alle Crociate.
Mi accingevo quindi a rileggere nuovamente la solita Storia dell’Ordine, ma sono arrivato poi ad una considerazione di Walter che mi ha finalmente entusiasmato in un suo suddetto approfondimento: se l’ordine esisteva prima del suo riconoscimento perché non poteva esistere anche dopo la sua soppressione?
Tale quesito è elemento fondamentale di discussione delle attuali diatribe neotemplari sulla legittimità o meno della sua continuazione, ma non è cosi semplice come vuole apparire. Walter fa notare infatti che l’Ordine era già operativo prima del suo riconoscimento di Troyes e che gli statuti erano già redatti anche se opportunamente integrati dal buon San Bernardo. Qui si apre un mondo di discussioni, ma credo che era opportuno evidenziare questo passaggio molto spesso volutamente sottovalutato .
Altro elemento utile è l’evidenziazione cronologica delle varie Bolle che permettono al lettore di rendersi immediatamente conto dell’evoluzione del potere templare concesso dalla Chiesa di quel periodo. Un potere evidenziato anche dalla costante presenza attraverso le magioni e le piantagioni sul territorio. Qui volevo fare un appunto al mio amico che potrebbe essere elemento di dibattito: “bere come un templare” non significa bere ”tanto” come un templare ma bere “bene” come un templare vista la qualità del vino che essi producevano. Si fa infatti notare la Regola del tempio dove si opportunamente si gestiva dettagliatamente l’alimentazione e dove si regolava appunto l’uso del Vino. Precisazione importante in virtù delle tante spicciole leggende che vedo in giro.
L’analisi particolareggiata delle cause della soppressione del tempio proseguono poi verso singolari attacchi a Cardini, Messori e Barbara Frale (caduta anch’essa probabilmente nel vortice della tentazione editoriale sensazionalista), nei quali Walter signorilmente dice la sua. Una voce fuori dal coro che autonomamente prende le distanze dalle voci “ufficiali” della storiografia medievale che molto spesso tralascia alcuni aspetti importanti concentrandosi solo ed esclusivamente sui documenti. Purtroppo questa è una fase obbligata per discutere di templari. Molto spesso mi trovo infatti a confrontarmi con “illustri” personaggi, specialmente in sede di face book - che ha visto anche qui il proliferarsi di innumerevoli gruppetti neotemplari virtuali detentori di antiche sapienzialità – dove si mette in evidenza una scarsissima preparazione di base dove l’unica conoscenza di tali individui è rappresentata dall’ultimo romanzo di grido, o dai libri cassonetto dell’ultima ora sui templari. Citare le fonti è fondamentale per partire a dialogare, poi dopo, si possono fare tutte le elucubrazioni del caso. Non si può parlare di templari se prima non si è letto uno o più libri STORICI. Non si può parlare di templari dicendo : … ehm… ora non posso svelarti le mie fonti perché son cose che non potresti capire…. Me lo ha detto una persona importante che tu non puoi conoscere e …. cose di questo tipo!
Mi addolora vedere infangata la missione dei templare dove molto spesso vanno alimentate storie che non hanno alcuna base e che molto spesso derivano da quel sentimento romantico e neogotico ottocentesco che ha visto il fiorire di una grande bibliografia in merito.
Ritornando in tema invece, Walter riesce ad essere concreto e ben documentato, a parte il riferimento di alcuni dubbissimi Siti web che personalmente non avrei citato. Da questo libro possono nascere interessanti discussioni proprio per partire dall’ABC dei templari per poi proseguire con i dovuti approfondimenti di Demurger, Partner, Barber , Thiel e Bramato solo per citarne alcuni…
L’ultima parte del libro poi, è ovviamente indirizzata nella descrizione dell’OSMTJ di Grandis dove addirittura vengono evidenziati alcuni cerimoniali interni, visto come dice lo stesso Grandis, le loro manifestazioni sono pubbliche e non c’ nulla da nascondere. Chi conosce la Storia Neotemplare non può poi non sorridere alle velate accuse di Walter nella descrizione dell’origine di taluni gran Maestri e Gran Priori di altrettanti gruppi neotemplari dal dubbio passato, mettendo proprio in guardia i novizi o gli interessati ad avvicinarsi al Neotemplarismo, di prendere per bene informazioni di chi poi avranno a che fare in seguito. Un libro scritto col cuore dunque, colmo di grande esperienza maturata sul campo da Walter, che è particolarmente indicato per i neofiti, ma che sicuramente ha numerosi spunti di riflessione che richiamano l’attenzione dei più attenti ricercatori del Tempio.

Pag. 116 - formato 17 x 24 - prezzo copertina: € 15,00
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