L’Ordine moderno


 

Cronistoria dal 1778 al 1935

 

1778

Nel Convento di Gaules le tre province di Francia, derivanti dalla "Stretta Osservanza Templare" fondata dal Barone Karl de Kund nel 1751, dichiarano l'indipendenza dalla Fondazione germanica e, sotto la guida di J. B. Willermoz, adottano il nome di: "Chevaliers Bienfaisents de la Cité Sainte" (Templari). L'anno successivo i Templari Scozzesi vengono assimilati ai Chevaliers Bienfaisents de la Cité Sainte.

 

1782

Il Convento Generale di Willemsbad elegge il duca Ferdinando di Brunswick Gran Maestro generale dei “Chevalier Bienfaisents de la Cité Sainte”. La Stretta Osservanza viene dichiarata fantasiosa.

 

1798

Il dottor Bernard-Raymond Fabre-Palaprat viene riconosciuto contemporaneamente "Templare Scozzese rettificato e Templare dei Chevalier Bienfaisents de la Cité Sainte".

 

1804

(4 novembre)

L'assemblea di Parigi adotta il nome di: ORDINE del TEMPIO. Fabre-Palaprat viene eletto Gran Maestro.

 

Frontespizio di un Bollettino dell'Ordine risalente al 1837 e conservato presso l'Archivio Nazionale di Parigi. Copie di questo e altri bollettini sono conservati nell'archivio del Gran Priorato d'Italia a Trieste.


1810

Il restaurato Ordine del Tempio viene riconosciuto dalle autorità legali di Francia.

1838

Alla morte di Fabrè-Palaprat viene nominato Reggente l'ammiraglio Sidney Smith. Gli succederanno: Jean-Marie Raoul (nel 1840); Narcisse Valleray (1850); A. Gabriel Vernois (1866).

 

1880

Joseph Peladan viene eletto Gran Maestro del Tempio.

 

1894

Il Convento elettivo, riunito a Bruxelles, istituisce la "Segreteria Internazionale dei Templari".

 

1932

L'Ordine modifica il suo nome in "ORDINE SOVRANO E MILITARE DEL TEMPIO DI GERUSALEMME".

 

1934

E' costituito il "Consiglio di Reggenza dell'Ordine del Tempio".

 

1935

Théodore Covias diviene Reggente dell'Ordine.

 

1942

A causa della Seconda Guerra mondiale l'Ordine trasferisce i suoi archivi in Portogallo e affida la Reggenza a Antoine Pinto de Sousa Fontes.

1960

Il Reggente Antonio de Sousa-Fontes designa a succedergli il figlio Fernando. Questa decisione non viene accettata perché contraria alla Regola dell'Ordine che prevede nomine elettive e non certo ereditarie.

 

1970

Il Convento Generale di Parigi elegge Gran Maestro il generale Antoine Zdrojewski che nel 1986, per ragioni di salute incarica il Siniscalco del Tempio, George Lamirand, a sostituirlo. Georges Lamirand designa Michel Van Der Stock alla carica di Siniscalco del Tempio.

 

 

Lettera di Antoine Zdrojewski con l’incarico a  Georges Lamirand di sostituirlo (copia conservata nell'archivio del Gran Priorato d'Italia)

 

1989

Alla morte di Zdrojewski, George Lamirand è il nuovo Gran Maestro. Egli non potendo, per motivi di salute, seguire il governo dell'Ordine lo affida al Siniscalco del Tempio.

 

1994

Il 4 febbraio muore il Gran Maestro Lamirand. Il Siniscalco del Tempio prosegue nel suo compito di facente funzioni del Gran Maestro e, secondo la tradizione, nomina un Gran Commendatore (con l’incarico di provvedere al Convento elettivo) conferendogli il potere di amministrare l’Ordine fino al Capitolo Generale del 4 giugno 1994 (Ordinanza n. 540).

La scelta di Van Der Stock cade sul Guardiano della Fede, suo fraterno amico, Nicolas Haimovici. Ma i due entrano in conflitto di competenze e, per loro colpa, l’Ordine attraversa un grave periodo di destabilizzazione. Il Gran Commendatore per tre anni, incurante dell’Ordinanza di Van Der Stock che limitava il suo potere al giugno del 1994, distribuisce cariche, nomina Grandi Ufficiali e Gran Priori, espelle chi non condivide il suo operato.

 

1997

Il 15 aprile, Nicolas Haimovici scrive al Siniscalco del Tempio Van Der Stock accusandolo di non avergli mai fornito (la cosa non sarà mai chiarita fra i due) gli indirizzi e i nominativi dei membri del Consiglio Supremo e, ritirandogli la fiducia, dichiara di non riconoscerlo più neanche come Cancelliere dell’Ordine. Di fatto il loro comportamento genererà una profonda lacerazione con la nascita di una dissidenza che, soprattutto in Italia, trova le radici più profonde generando ulteriori ramificazioni di gruppi che si dichiarano i “soli” o i “regolari” Templari O.S.M.T.J.

 

2002

Il 29 gennaio Van Der Stock emette un comunicato con il quale dichiara che Haimovici e Bagnai non fanno più parte dell’Ordine.

 

 

 

 

L’Ordine moderno in Italia


Cronistoria dal 1990 a oggi

 

1990 (20 marzo)

A Losanna il notaio G. Burnier redige e registra con atto pubblico gli statuti del Gran Priorato di Svizzera dal quale dipende l'Italia che è divisa in due territori: Nord e Centro-Sud. Il primo è affidato al Gran Balivo Carlo Franchini residente a Malpensa, il secondo al Gran Balivo Giuseppe Bagnai di Firenze.

 

 Il compianto Gran Balivo del Nord Italia Carlo Franchini (a destra nella foto) con Walter Grandis nel giorno dell'investitura cavalleresca di quest'ultimo a Belgioioso (Pavia) il 14 giugno 1992.

 

1993

Carlo Franchini, Gran Balivo del Nord Italia, nomina (15 febbraio) Walter Grandis Incaricato di Missione e, d’accordo con il Gran Balivo Giuseppe Bagnai, invia a Michel Van Der Stock una petizione dei Cavalieri italiani per ottenere l'autonomia dalla Svizzera con la creazione di un Gran Priorato d'Italia.

Il 5 ottobre, con il Decreto 67.7, il Siniscalco del Tempio costituisce il "GRAN PRIORATO DELLA LINGUA D'ITALIA" le cui Commende, fino all'elezione di un Gran Priore, saranno sotto le dipendenze della Gran Cancelleria.

 

1996

Scomparso il Gran Balivo del Nord, Carlo Franchini, quello del Centro-Sud, Giuseppe Bagnai, con una lettera inviata a Walter Grandis si dichiara stanco delle continue beghe fra i vertici internazionali dell’Ordine e lo informa che costituirà una sua associazione di tipo templare che egli formalizza con il medesimo nostro nome presso il notaio Luigi Aricò di Firenze il 16 giugno 1996.

Il 7 luglio alcuni dignitari e ufficiali italiani, che non hanno seguito Bagnai, si radunano a Desenzano sul Garda e proclamano con un documento inviato a Van Der Stock la loro fedeltà all'Ordine consentendo, in questo modo, la continuità del Gran Priorato della Lingua d'Italia e riprendendo il filo tradizionale della discendenza dell’Ordine nel nostro Paese.

Essi sono: Corrado Damiani, Walter Grandis (in rappresentanza anche di Francesco Stocovaz), Franco Taraglio, Patrizia Damiani Grandis, Luigi Malinverni, Gustavo Ottolenghi.

 

1997

Il 1 marzo Michel Van Der Stock, Siniscalco del Tempio, nomina Walter Grandis "Visiteur d'Italie" con l'incarico di Ispettore Generale.

 

1998

Viene costituito (decreto 67.8) un Consiglio Nazionale d'Italia per il governo del Gran Priorato.

 

1999

Walter Grandis viene eletto (all'unanimità) dal Consiglio Nazionale Gran Priore d'Italia. La nomina ufficiale gli viene ratificata , in forma pubblica, dallo stesso Michel Van Der Stock a Muggia (Trieste) il 5 giugno.

Il Gran Priorato si sviluppa in tutta Italia, attraverso manifestazioni e convegni pubblici. Sorgono Commende in Campania, Emilia, Piemonte, Liguria, Lombardia, Triveneto.

Le frequenti investiture di Cavalieri e Dame avvengono presso chiese e castelli e sono diverse centinaia i nuovi aderenti all’Ordine.

 

 In tutto il Paese si moltiplicano le manifestazioni di simpatia verso l’Ordine da parte di Autorità civili, militari e religiose.

 

 

2002

Dopo tre anni di grande crescita si susseguono tre anni di turbamenti. Nascono gelosie e personalismi anche all’interno del Gran Priorato d’Italia che sfociano in inevitabili tradimenti e usurpazioni.

 

2004

Il 12 novembre a Benevento, dopo le celebrazioni per il bicentenario dell'Ordine che ricevono il prestigioso saluto della Presidenza della Repubblica (v. home page),  si riunisce il Capitolo Magistrale presieduto da Michel Van Der Stock che designa Francesco Stocovaz alla carica di Grand Commandeur conferendogli pieni poteri e l'incarico di convocare il Capitolo Internazionale Elettivo per l'elezione del nuovo Gran Maestro.

 

Una lunga processione a Benevento per la celebrazione del bicentenario dell'Ordine

 

Nessuno era riuscito, negli ultimi dieci anni, a realizzare tale evento ma la volontà del Gran Priore d'Italia Walter Grandis offre questa opportunità all'Ordine. Il giorno successivo nelle sale del castello di Faicchio (Benevento) il Gran Priore invita tutti i Cavalieri italiani (circa l'80 per cento dei presenti) a votare la persona del belga Van Der Stock che raccoglie il totale delle preferenze.

Quale primo atto il nuovo Gran Maestro, davanti allo stupore di tutti, nomina Walter Grandis Gran Priore d'Europa un titolo, altisonante ma vuoto di significato, che ha il sapore del "promoveatur ut amoveatur" e che il fratello garbatamente rifiuta asserendo che ancora troppo lavoro c'è da fare in Italia.

 

2005

Cupidigia, gelosia, cattivi consiglieri e scarsa riconoscenza caratterizzano le prime scelte del nuovo Gran Maestro che mira a prendere il controllo della preziosa realtà italiana fedelmente ricostruito in 13 anni di lavoro da Walter Grandis.

Contro il Gran Priore vengono mosse accuse non ben precisate e del tutto infondate fino a giungere a un decreto "motu proprio" (contrario a ogni regola del Tempio) con il quale si cerca di allontanarlo insieme al Cancelliere Nazionale Franco Taraglio. Appare evidente a tutti il tentativo del belga di rendere acefalo il Gran Priorato d'Italia per impossessarsene. Questi atteggiamenti e la denuncia scritta del sanremese Gustavo Ottolenghi su irregolarità da parte di Van der Stock nel Capitolo elettivo di Benevento, inducono l’apertura di un’inchiesta condotta dal Grand Commandeur Francesco Stocovaz al termine della quale viene dichiarata annullata l'elezione del Gran Maestro e la sospensione di Van Der Stock da ogni incarico.

 

Il Decreto del Grand Commandeur Francesco Stocovaz

 

Il belga deride il provvedimento e giunge a minacciare il Grand Commandeur che lui stesso aveva nominato. Deviando in questo modo dalla Regola abbandona di fatto l'Ordine e con un gruppuscolo di cavalieri campani ne crea uno a sua misura.

In tre diversi Capitoli Nazionali prima a Corinaldo (AN) poi a Benevento e a Torino i cavalieri rimasti fedeli al Gran Priore d'Italia, Walter Grandis, lo invitano a mantenere il suo ruolo e sottofirmano per presa conoscenza e accettazione il provvedimento del Grand Commandeur Francesco Stocovaz facente funzione di Gran Maestro.

 

Il Capitolo Nazionale di Corinaldo (AN) nel 2005