Nemici o avversari?

 

"… Prima essi erano con noi, ma non erano veramente

dei nostri: se lo fossero stati, sarebbero rimasti con noi.

 Si sono allontanati, perciò è chiaro che non tutti quelli

che sono con noi sono veramente dei nostri…"

(dalla Prima Lettera di Giovanni  nel Nuovo Testamento)

 

 

 

Una riflessione

 

La "dignità cavalleresca", questa misteriosa e appagante condizione spirituale e morale, non può essere appannaggio di tutti. Se così fosse il mondo sarebbe migliore.

 

Una delle prerogative dello "status" cavalleresco è la capacità di distinguere fra i termini "nemico" e "avversario". Può capitare che il nemico spesso neppure lo conosci, ma l' avversario puoi sceglierlo.

 

Se possiedi la dignità di un cavaliere l' avversario deve "essere alla tua altezza" e, pur combattendolo, devi saperlo rispettare e stimare... vi distingue solo un diverso ideale o una diversa concezione su come raggiungere un obiettivo. Al termine del confronto puoi incontrare il tuo avversario e stringergli la mano, puoi dividere con lui pane, sale e vino e perfino, seppure in modo diverso, pregare insieme il proprio Dio...!

 

Nessuno dei due avrà mai un combattimento sleale. A nessuno dei due deve interessare l'eliminazione dell'altro ma solo la sua sconfitta.

 

I nemici sono altra cosa e si dividono in due categorie: le orde selvagge accecate da fanatismo o cupidigia e gli individui subdoli e profittatori.

 

Entrambi non possono interessare un vero Cavaliere perché egli non può scendere di dignità nel misurarsi con essi! Per renderli innocui non ci si deve sporcare le mani o perder tempo... è sufficiente ignorarli lasciandoli al giudizio degli altri (spesso i loro inconsapevoli compagni) o, quando serve, a quello dei giudici dello Stato.

 

Se coloro che ci hanno abbandonato avessero saputo mantenere quella dignità cavalleresca che avevamo messo a loro disposizione e avessero mantenuto, pur con idee e obiettivi diversi, un atteggiamento leale evitando maldicenze, calunnie, ingiurie, falsità avrebbero potuto pretendere il titolo di nostri avversari. Così non è stato e, quindi, costoro per noi non esistono.

Per fortuna le persone intelligenti che ci seguono sanno leggere fra le righe e ragionare con il proprio cervello... saranno loro a decretare la sconfitta di coloro che vorrebbero essere nostri avversari.

 

 

Walter Grandis

Cavaliere templare

 

 

 

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(rif. 1996) Il Gran Priore a un convegno a Trieste, nel 1993, con il defunto Giuseppe Bagnai quando questi era Gran Balivo del Centro e Sud Italia prima di staccarsi dall'Ordine per fondare un'associazione propria.

 

(rif. 2001) Il Gran Priore d'Italia Walter Grandis conferisce a Alberto Zampolli il titolo di Commendatore. Nella stessa giornata viene accolta come Dama Floriana Torelli. Entrambi abbandoneranno l'Ordine quando alla donna non sarà (in quanto non previsto) affidato il compito di Commandeur.

 

(rif. 2004) Tre testimoni che controfirmano il protocollo d'intesa siglato fra il Gran Priore Walter Grandis e il signor Antonio Paris, erede dell'associazione fondata da Bagnai, il quale non esiterà, per opportunismo, a infrangerlo dopo poco tempo.

A destra il Fratello Mario Mos, Tesoriere nazionale per il biennio 2007- 2008 e, insieme a lui due funzionari dell'associazione di Paris che, successivamente, la abbandoneranno.

 

(rif. 2005) Walter Grandis nel giorno della sua nomina a Gran Priore, nel 1999, a seguito dell'elezione unanime avvenuta dal Capitolo Nazionale il giorno prima (curiosità: fra i suoi elettori c'erano anche Alberto Zampolli e Floriana Torelli). Con lui l'allora Siniscalco del Tempio Michel Van Der Stock, figura cui tutto il Gran Priorato d'Italia era legato fino a scoprirne aspetti della personalità che hanno indotto al suo allontanamento con presa di coscenza unanime.